Per anni Google Ads ha funzionato in modo piuttosto semplice.
- Una persona cercava qualcosa.
- Google mostrava una serie di risultati.
- Gli annunci comparivano sopra o sotto i risultati organici.
Oggi questo modello sta cambiando.
Con l’arrivo di AI Overviews e AI Mode, Google sta trasformando la ricerca in un’esperienza molto più simile a una conversazione. E inevitabilmente sta cambiando anche il modo in cui verranno mostrati gli annunci pubblicitari.
La domanda che molte aziende si stanno facendo è:
Dove compariranno ora le pubblicità?
E soprattutto:
Avranno ancora senso le campagne Google Ads?
La risposta è sì.
Ma il modo in cui verranno viste dagli utenti sarà molto diverso.
Prima di tutto: cosa sono AI Overviews e AI Mode?
Per capire i nuovi annunci bisogna fare un passo indietro.
Le AI Overviews sono quei riassunti generati dall’intelligenza artificiale che Google mostra sopra ai risultati tradizionali per alcune ricerche informative.
AI Mode invece è la nuova modalità conversazionale della ricerca Google, molto più simile a un chatbot. L’utente può fare una domanda, ricevere una risposta e continuare il dialogo con richieste successive.
Ed è proprio dentro questi nuovi spazi che Google sta iniziando a inserire la pubblicità.
Gli annunci non saranno più solo “sopra i risultati”
Questa è probabilmente la novità più importante.
Per anni eravamo abituati a vedere annunci in posizioni abbastanza prevedibili:
- sopra i risultati organici
- sotto i risultati organici
- nella scheda Shopping
Ora gli annunci possono comparire anche all’interno delle esperienze AI.
In pratica Google può inserire contenuti sponsorizzati sopra la risposta AI, sotto la risposta AI, oppure direttamente integrati nel contesto della risposta generata.
Esempio pratico
Immagina che una persona scriva:
“Come scegliere una bicicletta elettrica per andare al lavoro?”
Google potrebbe generare una risposta AI spiegando:
- autonomia
- peso
- tipologia di batteria
- utilizzo urbano
All’interno di questa risposta potrebbero comparire:
- annunci Shopping di biciclette elettriche
- inserzioni di negozi specializzati
- prodotti consigliati coerenti con il contesto della domanda.
L’utente quindi non vede più soltanto una pubblicità legata alla keyword digitata.
Vede una pubblicità collegata all’intera conversazione.
Google sta cercando di capire l’intenzione, non solo la parola chiave
Questo è forse il cambiamento più profondo.
Per anni molte campagne sono state costruite attorno alle keyword.
Oggi Google sta spostando sempre di più l’attenzione verso l’intento reale della ricerca.
Facciamo un esempio.
Prima:
“ristorante romantico Mendrisio”
Ora:
“Dove posso portare la mia compagna per una cena romantica vicino a Mendrisio senza spendere troppo?”
Per Google queste due ricerche parlano praticamente dello stesso bisogno.
E gli annunci iniziano a essere mostrati in base al contesto della richiesta, non soltanto alla presenza di una parola chiave precisa.
Arrivano annunci più “contestuali”
Uno degli obiettivi di Google è inserire la pubblicità in modo meno invasivo e più coerente con ciò che l’utente sta cercando.
Questo significa che gli annunci tenderanno a comparire soprattutto quando l’intelligenza artificiale rileva una possibile intenzione commerciale.
Ad esempio:
- confronto prodotti
- richieste di acquisto
- scelta tra diverse soluzioni
- ricerche di servizi
Mentre molte ricerche puramente informative potrebbero mostrare meno inserzioni rispetto al passato.
Cosa cambia per chi investe in Google Ads?
La buona notizia è che non bisogna ricominciare da zero.
Molti annunci che oggi utilizzano:
- Search Ads
- Shopping Ads
- Performance Max
potranno essere automaticamente idonei a comparire anche nelle nuove esperienze AI.
Ma questo non significa che tutto resterà uguale.
Landing page e contenuti diventano ancora più importanti
Se Google ragiona sempre più sul contesto e sul significato delle richieste, allora deve capire molto bene anche i siti web.
Per questo motivo diventano ancora più importanti:
- pagine chiare
- contenuti ben scritti
- struttura coerente
- informazioni complete
- autorevolezza del brand.
Un sito confuso rischia di essere compreso peggio sia dall’algoritmo SEO sia dai sistemi pubblicitari AI.
Cambieranno anche i dati?
Probabilmente sì.
Molti esperti stanno osservando una crescita delle cosiddette ricerche “zero-click”, cioè quelle situazioni in cui l’utente trova una risposta direttamente dentro Google senza visitare un sito.
Questo potrebbe portare a:
- meno clic in alcuni settori
- traffico più qualificato
- utenti più informati quando arrivano sul sito
In pratica potremmo vedere meno visite generiche ma visite con un’intenzione più forte.
Quindi dobbiamo cambiare strategia?
Sì, ma senza panico.
La direzione sembra piuttosto chiara:
- meno attenzione alle singole keyword
- più attenzione ai bisogni reali delle persone
- contenuti più completi
- siti più chiari
- campagne costruite sul contesto
In altre parole, Google sta cercando di capire sempre meglio le persone.
E le aziende dovranno imparare a comunicare nello stesso modo.
La vera domanda non è dove comparirà l’annuncio
La vera domanda diventa:
Quando una persona farà una domanda al nuovo Google, la tua azienda sarà una risposta credibile?
Perché è lì che si sta spostando il gioco.
Non solo essere visibili.
Ma essere rilevanti nel momento esatto in cui qualcuno sta cercando una soluzione.





