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Il colore è l’interpretazione del nostro cervello alle lunghezze d’onda della luce che interagisce con gli oggetti e l’ambiente attorno a noi.

 

Nel corso della storia la luce è stata studiata e analizzata, cercando di capire quali processi fisici e chimici portavano alla scomposizione della luce bianca in molteplici colori e, ovviamente, l’uomo ha cercato di replicare (anzi, simulare) questa percezione cromatica utilizzando materiali diversi.

 

Con il tempo (soprattutto grazie all’avvento dell’era tecnologica e dei computer), si sono progettati diversi metodi colore che potevano spiegare la loro composizione.

 

Uno di questi è il metodo HSB. Ma prima facciamo una piccola premessa.

 

La sintesi additiva per comprendere la luce

La luce è una radiazione che si propaga nello spazio attraverso onde elettromagnetiche che possono avere lunghezze differenti.
La luce bianca è, in realtà, composta da tutti i colori dello spettro visibile. quindi è una somma di più lunghezze d’onda: da questo concetto deduciamo il significato del termine “sintesi additiva”: sommando tutti i colori si ottiene (in sintesi) la luce bianca.

 

Con l’avvento dell’era tecnologica e dei monitor/televisioni a colori si è trovato un modo per riprodurre questo fenomeno tramite una luce artificiale e utilizzando la stessa logica di procedimento: nasce così il metodo RGB: vengono sommate le lunghezze d’onda dei tre colori primari Rosso, Verde e Blu. I valori di queste tre luci colorate vengono interpretate dal nostro cervello come luce bianca, anche se realmente la vera luce bianca è quella naturale. Questa tecnica quindi sembra “ingannare” il nostro cervello, ma è assolutamente efficace. La differenza è il metodo RGB è un sistema percettivo, non fisico.
I valori RGB possono variare da 1 a 255, generando lo spettro visibile (limitazioni hardware permettendo).

Illustrazione che spiega che la somma delle onde visibile di rosso, verde e blu genera luce bianca.

Quindi, il metodo RGB (Red, Green, Blue) viene usato spesso in programmi come Word per selezionare in velocità il colore desiderato. Ci sono però altri metodo che hanno lo stesso risultato, ma si basano su valori differenti. Questo è il caso del metodo HSB.

 

HSB: cosa vuol dire?

HSB è l’acronimo di Hue Saturation Brightness ( Tonalità Saturazione Luminosità) Anche questo metodo è un sistema percettivo, a differenza di quello fisico che avviene in natura. Quello che lo differenzia dal metodo RGB è l’utilizzo di tre valori completamente slegati tra loro e non più l’intensità di tre canali cromatici.

Bisogna quindi comprendere bene il significato di questi tre termini.

Tonalità: è il colore preso nella sua unicità, ovvero ciò che lo distingue da un altro nella ruota cromatica, senza aggiunta di bianco o nero. Si parla quindi di rosso, verde, arancione, rosa, ecc. è quindi il colore percepito in base alla singola lunghezza d’onda visibile.
Si esprime in gradi.

 

Saturazione: Indica l’intensità del colore, quanto il colore è puro.
Più la lunghezza d’onda singola si mescola con altre, più la saturazione si abbassa, fino ad arrivare a 0: in qual caso il rosso non è più rosso, bensì grigio.
Quindi, la saturazione indica quanto un certo colore è lontano o vicino dal colore puro (100% della saturazione).
Si esprime in percentuale.

 

Luminosità (Brightness): indica l’intensità della luce che permette di veicolare la lunghezza d’onda visibile.
è come se aggiungessimo il bianco o il nero a tonalità e saturazione. Più bianco significa più luce, quindi colori maggiormente luminosi. Più nero porta ad avere colori scuri.
Si esprime in percentuale.

Rappresentazione del Metodo HSB: un cilindro dove Hue, Saturation e Brightness sono disposti in punti specifici.

Il metodo HSB è rappresentato come un cilindro, dove i tre valori sono posizionati in punti specifici:

 

  • Hue corrisponde a un punto sul perimetro della forma-base del cilindro
  • Saturation corrisponde a un punto dal centro all’estremità della forma-base
  • Brighness corrisponde a un punto da quello più alto (bianco) a quello più basso (nero)

In conclusione, perché dovremmo utilizzare il metodo HSB?

Dal punto di vista tecnico, non esiste un metodo “migliore in assoluto”: tutto dipende dal contesto d’uso. Tuttavia, il modello HSB risulta molto più intuitivo e vicino al modo in cui percepiamo i colori con i nostri occhi.

 

Ad esempio, se volessimo ottenere un rosso utilizzando il modello RGB, dovremmo conoscere le giuste proporzioni di rosso, verde e blu da combinare. Con il metodo HSB, invece, possiamo selezionare direttamente la tonalità (H) corrispondente al rosso, poi regolare la saturazione e infine la luminosità.

È un processo più semplice e graduale, che rispecchia meglio la logica visiva e percettiva rispetto al calcolo numerico puro.

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